Vorrei cominciare questo argomento raccontando una scena capitata qualche giorno fa durante le vacanze natalizie. Ero in albergo e ho notato una signora che parlava ad alta voce dicendo queste parole: “Sei proprio una bimba curiosa, adesso la mamma te lo nasconde”. Il mio stupore è stato nel constatare che la signora stesse parlando alla figlia, ma al suo barboncino ( con una bellissimo cappottino rosa). Mi sono chiesta la ragione che avesse spinto la padrona a tale comportamento e la risposta è stata umanizzazione: siccome gli animali domestici non sono una “cosa”, ma sono senzienti , cerchiamo in tutti i modi di renderli simili a noi. L’argomento da affrontare è i seguente: perché gli animali non devono essere umanizzati? Le ragioni sono molto semplici.

  1. I comportamenti e le reazioni degli animali sono completamente diverse dalle nostre e se avvicinate a quelle degli umani potrebbero dare luogo ad interpretazioni errate. Facciamo un esempio molto pratico: se Fido lascia un ricordino sul letto non è per farci un dispetto, ma perché qualcosa lo stressa. Stessa cosa per il cane che ci segue per le stanze. Non ha ansia da abbandono, ma sta semplicemente controllando dove siamo diretti perché si sente il padrone del “branco”.
  2. Il sistema del cane non è una democrazia. Questo significa che se Fido non capisce di non essere il padrone penserà di poter gestire i giochi come preferisce, la sua pappa come desidera e l’intervallo sono veglia come più gli piace. Non funziona assolutamente così: dobbiamo essere rigidi quanto basta per trasmettere il nostro potere a lui. Questo non vuol dire comandarlo a bacchetta, ma lasciare che la piramide gerarchica venga costruita.
  3. Anche se questi comportamenti sono a fin di bene, umanizzare è una forma di maltrattamento in quanto non si rispetta l’identità del cane, bisogna capire che siamo noi a dover parlare il suo linguaggio che non è fatto di foto con sguardi tristi (come utilizzano tutte le campagne conto l’abbandono), non è fatto di pensieri umani ma è fatto di una specie che ci chiede di essere integrata nella nostra società.

Potrei scrivere pagine su questo argomento, sperando di non vedere più scene così dolci, ma allo stesso tempo non naturali. Se pensassimo alla situazione contraria ( il nostro Fido ci tratta come suoi pari abbaiando nel linguaggio canino e aspettandosi una risposta), cominceremmo a sorridere perché da non prendere in considerazione. Ricominciamo dal principio con nuove regole e nuovi modi di concepire il rapporto Fido/padroncino e vedremo che la situazione sarà molto più gestibile.