Una delle patologie più diffuse nei gatti e con più domande da parte dei nostri followers è la giarda (o giardasi).  Non tralasciando il fatto che questo parassita possa contagiare anche l’uomo e il cane, in questo articolo ci focalizzeremo sul gatto. Partiamo dal principio:

La giardasi arriva da un parassita  facente parte dei protozoi, che spesso causa forme fastidiose di diarrea cronica. Vediamo insieme le cause,  i sintomi, la diagnosi e le terapie della giardia nel gatto.

Cause e trasmissione:  Come accennato precedentemente, la giardasi è un parassita unicellulare che viene  trasmesso per via oro-fecale. Un esempio potrebbe essere l’ingerimento di acqua, cibo o terriccio contaminati. La trasmissione all’uomo è molto difficile (significa che l’uomo dovrebbe avere le mani sporche di feci di gatto e portarle direttamente in bocca).

La giardia  si presenta  nelle feci in due forme: quella mobile flagellata e quella cistica statica: la mobile flagellata  è quella più diffusa, ma anche la più pericolosa. Questo perché  nell’ambiente sopravvive mesi, adora l’acqua e l’umidità. Il gatto in questo modo ingerisce le cisti che arrivano nell’intestino e si riproducono. Queste ultime verranno eliminate con le feci.

I sintomi: la patologia della giarda in alcuni casi  si presenta asintomatica ( si sono rivelate delle cisti in gatti con un controllo di routine). I sintomi più ricorrenti sono:

  1. diarrea acuta e cronica.
  2. feci mucose e maleodoranti, con flatulenza, a volta compaiono striature di sangue.
  3. crescita stentata.
  4. calo dell’appetito.

Diagnosi: ovviamente è fondamentale fare un esame delle feci per escludere o includere la patologia della giarda.

La terapia della giardia prevede una diagnosi precisa ( come da descrizione sopra). Una volta fatta la diagnosi, si possono seguire varie vie. Sarà il veterinario ad analizzare e ad indirizzarvi su quella più adatta. Per quanto riguarda noi padroncini, è buona norma disinfettare con candeggina diluita tutto l’ambiente dove vive il gatto per cercare di limitare i danni da reinfestazione continua (e asciughiamo  bene prima che ci ritorni il gatto, onde evitare che si intossichi con la candeggina).