Come molti possessori di tartarughe di terra si saranno accorti, le nostre amiche al termine della stagione autunnale iniziano il loro lungo letargo. Sprofondate nel terreno, le tartarughe preparano il loro corpo a rallentare il metabolismo all’esterno e riescono a sopravvivere grazie alle riserve di cibo che hanno accumulato durante il periodo caldo. Al contrario di quanto possa sembrare, il periodo del letargo è un momento estremamente delicato, in quanto se non si verificano le condizioni climatiche adatte, la tartaruga può andare incontro a danni fisici non da poco. Una temperatura troppo fredda può contribuire a gelare i tessuti e a portare a danni come cecità e paralisi. Se invece la temperatura esterna è troppo alta la piccola tende a consumare le sue riserve di cibo in maniera molto rapida. Se il letargo avviene in condizioni adatte, l’inizio della primavera coincide con il momento di risveglio della tartaruga che comincia a riattivare il suo metabolismo uscendo all’aperto. Al momento del risveglio, è necessario controllare che non abbia perso troppo peso, in tal caso occorre farla visitare da un veterinario il prima possibile. È bene anche prendersi cura degli occhi dell’animale che tendono spesso a presentarsi gonfi, con apposite lozioni utili per una corretta pulizia.

Appena sveglia, la nostra amica ha bisogno di idratarsi, per questo è necessario immergerla in un contenitore con dell’acqua tiepida, in modo che possa bere ed urinare, due azioni molto importanti per l’espulsione delle tossine accumulate durante l’inverno. La piccola tornerà a mangiare dopo circa una settimana: è utile affiancare all’erba e alle piante di campo anche del cibo ricco di fibre e prodotti specifici in grado di rinvigorire il corpo. Se la tartaruga dopo una settimana non torna ad alimentarsi, probabilmente siamo di fronte ad un problema di “anoressia post letargo”; in questo caso bisogna correre dal veterinario. Generalmente, lo specialista consiglia di creare condizioni equilibrate di temperatura, umidità e luce in un terrario e provare a riattivare il metabolismo della piccola attraverso la somministrazione di cibo direttamente nel corpo con un sondino. Con le giuste cure, la tartaruga torna ad alimentarsi correttamente nel giro di poco tempo.